La trota friulana

È un pesce d’acqua dolce della famiglia dei salmonoidi ed è tra i più importanti prodotti dell’itticoltura italiana e il 30 per cento viene dal Friuli Venezia Giulia. Ecco perché, dopo il prosciutto, la trota a marchio “Tipicamente friulano” occupa un posto di rilievo nel paniere alimentare nazionale. Non ha ancora ricevuto un riconoscimento Igt o Dop, ma potrebbe non tardare. Perfetta nella dieta (la ricetta tipica regionale è la trota ai sapori) facile da digerire grazie al suo basso contenuto di grassi, può abbondare nel piatto variando con bontà il menu quotidiano, a patto che sia di acquacoltura, cioè allevata in vasche.

 

Fresco e sano

È detta “termometro” della buona qualità delle acque in cui vive: se sono pure ci sguazza, altrimenti dà segnali inequivocabili di disagio. Per questo la trota d’acquacoltura è ritenuto un pesce sano e sicuro: le vasche sono controllate periodicamente dalle autorità sanitarie, a differenza dei naturali corsi d’acqua dove nuota la trota selvatica, di cui non sempre si conosce provenienza e habitat. I medici veterinari tengono d’occhio la trota in vasca per tutta la sua crescita (dai 15 ai 36 mesi) e la natura non è sempre così distante. Gli allevamenti ittici dell’Associazione Allevatori Trota Friulana si trovano vicino a sorgenti, torrenti e risorgive: è da lì che, analisi alla mano, traggono le acque per lo sviluppo del pesce, che sarà nutrito solo con farine ittiche e farine vegetali, cioè derivati di alimenti che l’animale troverebbe in natura.

 

Una vecchia storia, sempre attuale

In Friuli vivono più specie, anche se non è così facile distinguerle: la trota fario è la più diffusa nella regione; la trota marmorata si trova soprattutto nella zona pedemontana; la trota iridea o arcobaleno importata verso la fine dell’ottocento dagli Stati Uniti d’America, oggi è presente ma meno diffusa. La storia della trota in Friuli risale al Medioevo quando era moneta di scambio in molte trattative politiche ed economiche, come si evince da diversi documenti rinvenuti. La regione è da sempre rigogliosa di acque pulite, di laghi e fiumi ricchi di ossigeno e sorgive a temperatura costante, che favoriscono la vita e la riproduzione della trota. Oggi si è fatto tesoro di quel che la natura prodiga ha sempre offerto, e con l’evoluzione delle tecniche produttive e della tecnologia di allevamento, si mettono in atto tecniche di coltura molto raffinate, come per esempio sistemi per l’ossigenazione delle acque, il loro controllo computerizzato e metodi nuovi per selezionare le specie.

 

*La ricetta da provare: Trota ai sapori

*Dove degustare le trote migliori: Sapore di trota

*Lo sapevate che la trota è detta anche “regina di San Daniele del Friuli”? leggete qui: I segreti di San Daniele

*Suggerimenti per il vino da abbinare alle ricette a base di trota:
Giallo in cantina

 

 

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