La coltivazione del melo in Friuli Venezia Giulia risale a oltre duemila anni fa: i primi grandi produttori sono stati i Romani che, con tecniche già avanzate, sfruttarono le condizioni climatiche molto favorevoli. La regione, infatti, era ed è caratterizzata da fattori ambientali e orografici unici: al 46° parallelo di latitudine, con i rilievi montuosi e il mare non lontano, il clima del Friuli contribuisce alla nascita di frutti di sapore dolce e delicato, con la buccia profumata e una polpa, succosa e croccante, che muta aroma secondo le varietà.

Le piantagioni di melo, come abbiamo detto, sono secolari e le prime testimonianze che confermano la vocazione del Friuli a questa coltura, si ritrovano in documenti scritti, giuridici e artistici risalenti al I sec a.C. Aquileia, dove si coltivava la varietà autoctona Matiana, secondo gli annali storici è stata la prima zona a produrre frutti di grande qualità. Erano esportati a Roma e venduti nei mercati più prestigiosi. Poi la coltura prese piede anche in altre aree della regione e la produzione aumentò tanto da allargare le esportazioni fino in Egitto e Austria.

 

Le aree dove crescono le varietà Dop

Le mele coltivate nelle province di Pordenone, Udine e Gorizia sono le sole che possono vantare il marchio Dop, con l’unica eccezione delle Valli del Natisone (a est di Cividale del Friuli): qui si trovano frutteti anche in pendio fino a una quota di 700 metri d’altezza. I prodotti destinati alla certificazione sono solo i frutti appartenenti alle categorie commerciali Extra e Prima, ottenuti con tecniche a basso impatto ambientale; produzione, conservazione e confezionamento sono rigorosamente effettuate nell’area geografica di origine. Le varietà certificate accertate sono: Zeuka, Golden Delicious, Red Delicious, Morgenduft, Granny Smith, Gala. Ottime da mangiare una al giorno e come ingrediente per numerose ricette.

 

Tradizioni in cucina

Il primo cuoco a usare le mele friulane fu, nel 1450, il Maestro Martino da Como, chef illustre dei Patriarchi di Aquileia. A lui si deve l’invenzione delle “frictelle de poma” o “frittelle ex pomis” (le frittelle di mele) diventate piatto tradizionale friulano tramandato fino a oggi con la stessa ricetta.

 

La ricetta: Frittelle di mele friulane

 

Ingredienti

100 gr di farina • 30 gr di zucchero • un cucchiaio di ruhm • un cucchiaio di olio • un tuorlo • un uovo • tre o quattro mele della varietà preferita • succo di limone • zucchero a velo

 

 

 

Preparazione

Fare la pastella con farina, latte lievito, ruhm, olio, aggiungendo a cucchiaiate gli albumi montati a neve ferma. Sbucciare le mele, levare il torsolo e tagliarle a fettine spesse circa mezzo centimetro. Marinarle qualche minuto nello zucchero e limone, passarle una alla volta nella pastella, friggerle e servirle spolverate di zucchero a velo.
La pastella può essere con farina, latte, lievito, uova, olio e ruhm, oppure semplicemente con farina e vino.

Da abbinare a un bicchiere di Picolit.

E non è finita qui…andiamo al succo (Dop)

Con le mele si produce anche una sana e deliziosa bevanda naturale certificata: il Succo di mele friulane Dop. Si fa con frutti freschi, con polpa integra e, secondo il disciplinare, “non è ammessa la presenza di alcun tipo di additivo, antiossidante, conservante, acidificante, ad esclusione di eventuali residui di coadiuvanti utilizzati per la chiarifica statica, come: enzimi pectolitici, bentonite, sol di silice, gelatina”. Si presenta di colore “giallo paglierino scarico” o “ambrato intenso” secondo la miscela di mele utilizzate.
Anche questo “tesoro agroalimentare” della regione ha una lunga tradizione in Friuli: le prime notizie storiche in merito risalgono al 1859.
Il “Succo di mela del Friuli Dop” è in commercio esclusivamente in bottiglie di vetro e la zona di provenienza coincide con il territorio di coltivazione dei frutti.

 

 

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