In passato il vitigno di Ribolla era chiamato “uva paga debiti”.
Se lasciata a regime, infatti, la pianta ha una produzione altissima, fino a 200 quintali a ettaro. Cinquant’anni fa si puntava alla quantità, così con questa varietà si guadagnava molto di più che con altre, tanto che ci si potevano pagare i… debiti. Per ottenere un prodotto di qualità, invece, non si possono superare 70-80 quintali per ettaro: solo cosi si rispetta la concentrazione degli zuccheri.

«Da un Ribolla gialla non ci si deve aspettare la complessità che si trova in varietà internazionali», spiega Gianni Napolitano enologo di Attems, «perché il Ribolla è un vino semplice, leggero alla beva. La sua semplicità si nota già nel colore: giallo paglierino netto, senza riflessi».
Ha un profumo molto floreale, etereo, estivo. Il gusto è fresco ma pieno, con una struttura grassa che sostiene tutto il vino e mette in risalto la mineralità caratteristica del territorio.

«Ribolla Gialla disseta, rifinisce bene la bocca dai cibi con una certa grassezza, come il filetto di trota del Friuli, la frittura dell’alto Adriatico, il baccalà mantecato e spalmato su crostino, tutti stuzzichini da aperitivo, perché il Ribolla è perfetto per un buono e sano happy hour all’italiana: di sorso in sorso prepara il palato al prossimo assaggio, anche di gusto completamente diverso».

 

Da consumare a temperatura 13-14 gradi

 

*La ricetta da provare: Trota ai sapori

*Dove degustare le trote migliori: Sapore di trota


Lascia un commento

Visualizza anche