Prima ancora del terroir, dell’esposizione al sole dei vigneti, addirittura delle modalità di lavorazione delle uve, per avere un vino equilibrato, pronto per darsi una veste definitiva e compiuta si deve guardare al microclima, quella particolare  branca della climatologia che si riferisce alle peculiarità atmosferiche di una specifica zona. E qui, nellaTenuta di Attems, nei pressi di Lucinico, nell’area del Collio Goriziano, le condizioni suddette sono le più adatte per la realizzazione di grandi vini. Intanto quel seguitare di declivi che guardano a meridione parla di una perfetta esposizione alla luce rafforzata dalla vicinanza alla costa triestina che favorisce un persistente riverbero, ideale per una maturazione ottimale delle uve. Un microclima fortunato in buon accordo con la geologia che dà un grande sostegno per la miglior riuscita di vini dal carattere immediatamente individuabile e dalla personalità ben delineata. La terra, che da questa parti chiamano Ponca, fatta di marne e arenaria, sviluppa un ph elevato e apporta una forte concentrazione di carbonato di calcio che dà alla vite resistenza, carattere e sapidità. Gli inverni rigidi e le estati mai troppo torride permettono poi un equilibrato accumulo di zuccheri, di pigmenti e di sostanze aromatiche che andranno a sostenere il carattere e le peculiarità organolettiche dei grandi cru del Collio.

 

Nel Collio, Attems, una fra le aziende leader, con i suoi 79 ettari vitati, opera dal 1964, da quando il conte Douglas Attems, produttore di grande intuizione, dette subito alla sua attività un taglio innovativo che sarebbe stato poi seguito da molti altri produttori.
Il Conte Douglas si impegnò a valorizzare, anche a livello produttivo, la grande vocazione vitivinicola del territorio dandosi una veste organizzata e puntando sulla qualità e sull’innovazione. Del resto la ‘sensibilità vitivinicola’ dei produttori della zona si era già messa in evidenza fino dall’Ottocento, quando, accanto alle varietà autoctone, come la Ribolla Gialla e il Friulano, il Picolit ha preso a introdurre altre varietà destinate a diventare, nel secolo seguente e fino ad oggi autentici protagonisti della viticoltura non solo italiana. E così la precoce introduzione del Sauvignon, del Pinot grigio, dello Chardonnay, del Merlot, uve francesi di facile adattabilità e di grandissima versatilità, ha permesso al Collio di diventare esempio di un progetto intelligente di crescita qualitativa che, rispettando i valori autoctoni, ha avviato alcune sperimentazioni che le hanno presto aperto mercati commerciali altrimenti insperati.

 

*Per un itinerario nei dintorni della tenuta di Attems
*Il Buon Vino: tutti i ritratti dei vini di Attems

 

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