«Un’ombra de vin ramato, par piaser!». Qualcuno nelle calli veneziane lo chiede ancora così. Il “vin ramato” non è altro che il Pinot grigio così come lo producevano all’epoca della Repubblica di Venezia, quando la vinificazione si faceva fermentando il vino a contatto con le bucce: erano quelle a dare colore perché rilasciavano gli antociani, pigmenti colorati delle uve a bacca rossa.
Ne veniva fuori un vino bianco dal riflesso rame, appunto, diverso dal rosato. Che si trattasse di Pinot si apprende dai contratti commerciali della Repubblica di Venezia.

Il Cupra Ramato riprende quella tradizione e nasce per iniziativa dell’enologo di casa Attems, Gianni Napolitano.

«L’idea mi è venuta nel 2007. Ho preso spunto dalla mia esperienza in Nuova Zelanda, dove ho conosciuto la lavorazione pellicolare (bucce a contatto, ndr). Pensavo fosse possibile provare quella tecnica con il pinot grigio perché ha un’espressione particolare: quello del Friuli Venezia Giulia, e soprattutto del Collio, in termini d’intensità gusto e olfatto non ha pari nel mondo, tanto che forse si ritrova solo nella Loira.
E poi “il ramato” trovava le proprie radici storiche della Repubblica di Venezia».

La vinificazione pellicolare prevede che il mosto resti a contatto con le bucce al fine di arricchire il vino di un colore rame. Il problema è: per quanto tempo il mosto deve restare a contatto con le bucce? Se si eccede, si rischia di estrarre dei tannini, il che renderebbe il vino troppo ruvido, come quello “antico” veneziano; se si lascia il mosto troppo poco con le bucce, non si raggiunge l’obiettivo. Serve quindi trovare quel punto di equilibrio in cui un pinot assume profumo intenso, fruttato, con un gusto pieno, complesso, grasso e il giusto riflesso “rame”.
Racconta Napolitano: «Ho sperimentato diverse durate della macerazione e ho concluso che dodici ore sono il tempo giusto, ma dipende dalla temperatura con cui si riesce ad arrivare in cantina. Più questa è alta, minore è il tempo di contatto con il mosto. È ovvio, inoltre, che le bucce devono essere sane». Napolitano ha fatto una scommessa che, nel 2007, lasciò tutti perplessi. «Abbiamo fatto un piccolo test prima del lancio: siamo partiti da 50 ettolitri, oggi siamo a 350». Il Cupra Ramato, ottimo anche come aperitivo, accompagna bene antipasti leggeri a base di verdure, il prosciutto di San Daniele ed è perfetto con il pesce, anche con cotture delicate. «È un vino pieno, complesso, grasso, persistente. Come “padre” del ramato mi sento di dire che ha superato le mie attese».

  • MadPoline

    Grazie….finalmente anche il “vecchio” colore…..

  • Regina

    cool!

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