«Ci siamo resi conto che l’annata era eccezionale quando, portato il mosto in cantina, si è sprigionata una concentrazione intensissima degli aromi primari, gli stessi che poi si sentiranno nel vino. Io e i miei collaboratori ci siamo guardati con un sorriso incontenibile.

Eravamo stanchi e tesi, ma aver capito che potevamo imbottigliare un nettare dalla forte personalità, ha spazzato via tutta la fatica!». Gianni Napolitano, quarantenne, udinese, viticoltore ed enologo, specializzato in tecnologie alimentari all’Università di Udine, dal 2001 è direttore tecnico di Attems. Da quando è arrivato, dopo dieci anni di esperienze in Italia e all’estero, ha portato nell’azienda innovazione, entusiasmo e una forte passione, nata per caso: «Volevo fare il nautico, poi un difetto di vista me l’ha impedito e i miei amici mi hanno convertito all’agraria. Oggi non riesco a immaginarmi in nessun’altra professione». È alla ventunesima vendemmia Napolitano, ma con lo stesso entusiasmo di un esordiente spiega perché quella del 2011 è stata eccezionale.

Una primavera perfetta

«Tra aprile e giugno abbiamo avuto una crescita ottimale, registrando gli standard classici. Prefioritura tra fine maggio e inizio giugno. Tutto come deve essere. C’è stata una buona alternanza tra pioggia e sole e una temperatura nelle medie stagionali». L’impollinazione della vite è dovuta al vento (non agli insetti) per questo è decisivo ci sia il giusto grado di umidità e aria nella sua chioma: favorisce un’allegazione (passaggio da fiore a frutto) regolare, che mette stami e caliptre (organi maschili e femminili del fiore) al riparo delle temute malattie fungine.

 

Le (sane) piogge dell’estate 

«Usciti bene dalla primavera, abbiamo avuto anche un’estate fortunata. Nella fase dell’ingrossamento dell’acino il fabbisogno idrico è molto alto: luglio ha portato la quantità necessaria di pioggia». Fin qui tutto bene, la natura è stata dalla parte dell’uomo di vigna. Poi, l’imprevisto.

«Dalla metà di luglio non ha più piovuto, le temperature sono salite a livelli più alti della media e questo ha accelerato la maturazione delle uve, che comunque a quel punto erano sane (mai attaccate da patologie) e ricche in aromi. È a fine luglio, però, che una forte grandinata ci sorprende e preoccupa. Avrebbe potuto rovinare l’annata se solo fossero seguite piogge. Siamo rimasti attaccati al satellite e alle previsioni fino alla vendemmia». La grandine, infatti, ferisce, ma solo quando è seguita da abbondanti piogge, i frutti si deteriorano, gli acini si riempiono di funghi che infestano il grappolo. Per fortuna è andata diversamente: «I chicchi colpiti si sono seccati grazie all’alta temperatura. Quelli sani, risparmiati dalla grandine, hanno continuato la loro strada e in modo più concentrato perché la pianta si è trovata a gestire meno acini.  E questo ha portato a “maggiore sapore” e a un anticipo di vendemmia: la fase di chiusura del grappolo e d’invaiatura si sono svolte in 10 giorni, quando normalmente occorre il doppio del tempo. A metà agosto le uve erano già pronte». Restava uno scoglio da superare: la temperatura esterna era molto alta e in Friuli Venezia Giulia l’escursione termica giorno/notte tocca sbalzi di 13/18 gradi. «Portare un mosto caldo in cantina è deleterio per l’aspetto organolettico del vino. Non sempre gli abbattitori della temperatura sono utili, così abbiamo vendemmiato di notte, portando il mosto ai dieci gradi».

Le fermentazioni hanno avuto decorso normale e regolare stagionatura. Un’annata che, nella cantina, al naso esperto di Gianni Napolitano e dei suoi collaboratori, si è subito rivelata ricca di corpo, personalità, varietà, pulizia e persistenza. «A quel punto, abbiamo brindato!».

 

 

 

  • nicholas

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  • Maria

    Buon giorno,

    siamo un gruppo di 7-8 ragazzi e ragazze slovacchi , per lo piú studenti. Siamo in cerca di lavoro per la stagione estiva e autunnale. Saremmo interessati alla vendemmia presso la vostra azienda. Sappiamo che è ancora presto per inoltrare questa richiesta ma vorremmo metterLa a conoscenza della nostra disponibilità in caso aveste bisogno di manodopera.

    Ringraziamo fin d’ora per il nostro interessamento.

    Cordiali saluti Mária

  • Sara Vitali

    buongiorno. noi ci occupiamo della redazione. abbiamo girato la vostra richiesta all’azienda.

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