Tra aprile e giugno ha piovuto, grazie a Dio, senza fare danni! Così l’apporto di acqua è stato adeguato e le temperature, leggermente inferiori alla media, non hanno guastato il germogliamento: «È avvenuto solo in ritardo di una diecina di giorni, ma ha mantenuto la scalarità tra varietà precoce e varietà tardiva.

Le infiorescenze sono numerose, ma non possiamo dire ancora se sarà una buona annata, né quantitativamente né qualitativamente», spiega Gianni Napolitano, enologo Attems.

Sono già state fatte le pulizie del verde, eliminando i germogli che partono dal fusto e quelli che non servono per la produzione di qualità: «Rimossi i doppi si sono conservati solo i germogli più vigorosi, che daranno il grappolo di qualità. Poi abbiamo proceduto alla pulizia della testa del guyot, zona molto delicata perché naturalmente rigogliosa e quindi a rischio di malattie fungine».

 

Man mano che i germogli crescevano i vignaioli di casa Attems hanno provveduto con cura e delicatezza a inserirli nella cosiddetta prima gabbia del filare, necessaria a indirizzare e trattenere i capi a frutto proteggendoli da colpi di vento, lavorazione con le macchine e altre eventualità: «Saranno loro a formare i grappoli per fare un vino di alto livello», precisa Napolitano. Dopo la prima gabbia si è passati come sempre alla seconda fino a che la pianta si è naturalmente aggrappata al filo di testa. «Così si è ottenuto il palco a parete verticale, con il giusto numero di capi a frutto e con poca vegetazione per evitare compromissioni sanitarie», racconta ancora Napolitano. È una fase delicata che richiede tempestività: «Siamo riusciti a formare il palco prima di fine giugno e quindi siamo soddisfatti. Nel frattempo c’è stata la fioritura tra metà maggio e inizio giugno e abbiamo portato a termine l’allegagione», prosegue Napolitano, «ora è in atto l’ingrossamento dell’acino che da grano di pepe diventa come un pisellino, sia come dimensione che come colore. Una fase che andrà avanti fino a metà luglio». Da qui ad allora si spera in un clima che favorisca la crescita: determinante l’apporto di acqua alternata a periodi di caldo possibilmente secco e leggermente ventilato. «Siamo fortunati perché tra maggio e giugno la pianta ha inglobato molta acqua e quindi sarà in grado di attingere alle riserve», conclude l’enologo di Attems,
«e comunque da qui a un mese è previsto che ogni settimana ci sarà un acquazzone non intenso e poi pausa di caldo asciutto con venti lievi.

Se le previsioni si confermano, sarà la perfezione!».

 

 

 

 

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