Il toç in braide è un piatto unico originario della Carnia che rappresenta la gastronomia del Friuli Venezia Giulia, scelto nel 2011, in occasione della Giornata Mondiale del Turismo, come “piatto speciale della tradizione” dalla Confcommercio – Fipe Fvg. Alcuni ristoratori servono il toç in braide come antipasto rimanendo fedeli alla ricetta base fatta di polenta ottenuta con farina di mais, latte e acqua servita su una crema di formaggi: ricotta e formaggio di malga fresco.

Il piatto deve però la sua fortuna a Gianni Cosetti, il cuoco stellato del Roma di Tolmezzo che nel volume Vecchia e Nuova Cucina di Carnia ha reinterpretato questa antica ricetta (e molte altre) traducendo il nome dialettale in italiano. È nato così l’intingolo (toç) del podere.

“L’invenzione” di Cosetti stava nell’accostare al piatto tradizionale, a base di polenta e crema di formaggi, nel fiorire della primavera punte di asparagi abbinate a Tocai, oppure una sapida frittura di capretto con Chardonnay; in estate una fettina di Torçhon di foie gras e Malvasia mentre nelle stagioni più fredde una trifola di funghi abbinati al Pinot Bianco oppure fette sottilissime di tartufo bianco accompagnate da Sauvignon.

Insomma un toç in braide per ogni stagione che certamente ha contribuito alla diffusione di questa preparazione che si riferisce al grande “ricettario” della civiltà e del cibo friulano.

Vi consigliamo tre indirizzi dove andare a degustare il toç in braide:

 

Bibendum
Remanzacco Udine
Piazza Angeli, 3 Loc. Orzano
t. 0432 649055
bibendum@orzano@gmail.com

 

Hotel La Perla
Ravascletto Udine
Via S. Spirito, 43
t. 0433 66039
laperlahotel.eu

 

Hotel Patriarchi
Aquileia Udine
Via G. August, 12
t. 0431 919595
hotelpatriarchi.it

 

  • Etelca

    Si scrive toc e si legge tocj o toč (“c” aspirata) da tocjo (intingolo), oppure è toc (pezzo)?

    Traducendo dall’italiano “intingolo del podere” dovrebbe essere tocj(o) in braide.
    Inoltre mi piacerebbe anche avere una ricostruzione delle motivazioni di questo nome così particolare per un piatto buonissimo che delizia il palato, sazia lo stomaco e scalda il cuore.

  • Redazione

    Si scrive “toç” ed è stato tradotto dal dialetto friulano in “intingolo del podere”. Le origini di questa pietanza vanno ricercate nella necessità di arricchire la polenta con un ingrediente che la rendesse un piatto unico nutriente. Lo cucini a casa? o ci sono dei posti dove ami gustarlo?

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