La Riserva naturale regionale foce del fiume Isonzo, tra Grado e Trieste è un gioiello di biodiversità “ripristinato” con amore. Ricco di mini itinerari naturalistici con punti di osservazione di flora e fauna, storia e leggende, è ideale per una breve eco-vacanza estiva.

 

Secoli e secoli prima di Cristo qui c’erano branchi di cavalli bianchi che galoppavano liberi in onore della dea Artemide (Diana per i Romani): li allevava il trace Diomede. Così racconta la leggenda e spiega perché i boschi che circondavano l’area a est del fiume Isonzo, erano noti come Silva Diomedea. Oggi della selva rimangono poche tracce, ma l’atmosfera fatata resta grazie al mistero del fiume Timavo, il più breve d’Italia: scorre sotterraneo per 40 chilometri e sbuca all’improvviso quasi in faccia al Mare Adriatico sbirciando il castello di Duino e le pendici del Carso. Lì incontra la foce dell’Isonzo, che vien giù dalle Alpi Giulie, per gettarsi nel golfo di Trieste formando una laguna. Qui si trova la Riserva Naturale della foce dell’Isonzo: circa 2400 ettari che si dipanano lungo gli ultimi 15 chilometri del fiume toccando i comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Grado e Fiumicello, gradevoli soste tra una passeggiata naturalistica, una gita a cavallo, un’escursione in barca o in canoa o una semplice passeggiata su sentieri tracciati, mettendosi in ascolto della natura: 297 specie di uccelli, 27 di mammiferi, 32 di pesci, 9 di anfibi, 11 di rettili e 340 tipi di piante.

 

I sentieri

Dagli anni Novanta l’area è stata bonificata creando una palude d’acqua dolce, ospitale per numerose specie di fauna e flora, che vivono in ambienti umidi. Così oggi si possono ammirare dai punti di osservazione schermati costruiti per guardare animali selvaggi e panorami dove indugiare tra fiori e piante: ogni sentiero porta a un osservatorio, ognuno degno di nota. Il miglior modo di percorrerli è a piedi.

Osservatorio della Marinetta. È un casone su tre piani: dal più basso si osserva la vita subacquea tra la riserva e le paludi, fino al Golfo di Trieste. Tempo: 15 minuti

Osservatorio del Biancospino. Concentrazione di flora e profumi. Tempo: 30 minuti

Osservatorio del Cioss. Il nome è onomatopeico e è il nome dialettare per il Fischione, un tipo di anatra. Si raggiunge percorrendo il “Sentiero del Mondo Unito”. Tempo: 1 ora

Osservatorio Punta Spigolo. Slow walking/bike “in odore” della città di Grado. Tempo: 1 ora e quaranta minuti circa.

 

Sul fiume

I diversi habitat visti dal fiume regalano emozioni particolari. Le escursioni fluviali discendono l’ultimo tratto del fiume fino alla foce dove, incantevole, si apre un paesaggio da fiaba: all’orizzonte il golfo di Trieste, sul quale si stagliano i profili dei cavalli bianchi bradi, della razza camargue, alcuni addestrati per lavoro e attività a equestri, altri lasciati liberi. Dall’imbarcazione si possono vedere diverse realtà della Riserva, tutte imperdibili:

L’isola della Cona, cuore della Riserva e sorprendente per le varietà naturalistiche, è anche la parte più attrezzata all’accoglienza turistica.
L’area del Caneo, dove ha sede il centro visite e da dove partono i percorsi attrezzati, è sosta anche golosa grazie al “Ristorante al Caneo”.
Il canale Quarantia, una delle bocche della foce dell’Isonzo è poco abitata, non offre servizi, ma ha una natura quasi incontaminata.

 

Da visitare

Il Centro visite e il Museo della Riserva sono due ottime fonti di informazione per capire meglio le origini, le trasformazioni geologiche e storiche dell’area. Interessante e utile un passaggio al Museo delle Energie Rinnovabili e, infine, curioso oltre che istruttivo il Museo dell’Anatra che esplora il millenario rapporto del pennuto con gli umani e fa scoprire le specie presenti nella Riserva.

 

Ospitalità e servizi
Il Rifugio escursionistico “Isola della Cona” ha una ventina di posti letto: è ideale per trascorre tre o quattro giorni immersi totalmente in un ambiente davvero speciale. È a disposizione degli ospiti anche una cucina attrezzata, nonostante nella Riserva si trovino diversi locali di ristorazione dove vengono serviti gustosi piatti a base di pesce e molluschi tipici delle zone costiere e lagunari, ma anche minestre e carni caratteristiche della cucina carsica. Gli uffici prenotano escursioni in barca, a cavallo, attività didattiche e visite guidate; noleggiano biciclette e binocoli.

Una vacanza in questo spicchio di natura protetta, sottratta con perspicacia e risolutezza a un eccesso di antropizzazione, ha anche un valore socio-ecologico: contribuisce al grande sforzo di ripristino e conservazione di un pezzetto di mondo selvaggio che per millenni ha caratterizzato questi luoghi e che, senza il lavoro di bonifica e ripristino degli habitat iniziato oltre 20 anni fa, sarebbe definitivamente andato perduto, anche nella memoria. Con l’aiuto di un turismo responsabile, oggi la Riserva potrebbe riuscire a ospitare di nuovo perfino le cicogne e la rarissima Haliaetus albicilla, aquila di mare, la stessa che forse ispirò i Romani nel dare il nome al magnifico insediamento dell’attuale città di Aquileia.

 

Per informazioni e prenotazioni:
t. 0432 998133

isoladellacona@Consorzioilmosaico.org

 

 

 

  • marina

    salve! mi piacerebbe trascorrere qualke giorno al rifugio…è aperto a Ferragosto?

  • Redazione

    Ti consigliamo di scrivere all’indirizzo mail isoladellacona@consorzioilmosaico.org o di telefonare allo 0432 998133. Aspettiamo il racconto della tua escursione!

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