I vini del Friuli, d’accordo. La loro antica, eccezionale vicenda sulle tavole dei gourmet di ogni emisfero. Nomi che risuonano con l’orgoglio di una medaglia al valore agroalimentare italiano: il Randolo, il Friulano, fino a qualche anno fa noto come Tocai, lo straordinario Picolit, la sontuosa Ribolla Gialla, il colloquiale Refosco dal peduncolo rosso, gli aromatici, eclettici Traminer.

 

Una civiltà di vitigni che ci racconta una storia che parte da lontano e che, negli ultimi decenni si è attestata ai vertici della considerazione internazionale. Ma questa antica terra di confine, che sta con un piede nella ricca e complessa civiltà triveneta e con l’altro entra nella cultura  slovena e austriaca, non viene certo identificata anche come produttrice di olio extravergine d’oliva. Eppure fin dalla remota età fenicia la zona temperata prossima a Trieste, in particolare nella fascia di terra compresa fra Duino e San Dorligo, l’olivo c’è da sempre e così pure una solida tradizione.

 

Proprio a San Dorligo della Valle, in questo che fu un insediamento romano, definitivamente annesso all’Italia dopo il Secondo Conflitto Mondiale, l’olio extravergine d’oliva è da sempre un’abitudine quotidiana. Ci fermiamo all’azienda agricola Starec, appena fuori dal centro, per degustare un blend di olive Bianchera, Leccino e Maurino; felice e bilanciato connubio per un olio verde intenso, dalle spiccate note vegetali e fruttate. Complesso nella struttura con un bouquet in cui si individuano la ninfea acquatica, la cicoria, il bergamotto e in bocca le sfumature amarognole denunciano una piccantezza di gran carattere.

 

Ci spostiamo nel territorio che comprende i comuni di Sacile, Ragognaga, Corno di Rosazzo, San Floriano del Collio, Cividale del Friuli, la classica fascia di bassa collina che per microclima sembra essere quella ideale per un’equilibrata crescita di olive sane e polpose. Fra queste colline armoniose, attraversate da fitti vigneti, si ‘intromettono’ qua e là  olivete in gran parte del genere Tergeste (l’antico nome di Trieste), un autentico giacimento agroalimentare con tanto di riconoscimento DOP.

 

In frazione Spessa, a pochi chilometri da Cividale del Friuli visitiamo l’azienda agricola Zorzettig per degustare il risultato dell’ultima frangitura. Troviamo interessantissimo l’olio che porta il nome dell’azienda, un blend di Frantoio, Leccino, Bianchera, Maurino e Pendolino. Giusta sapidità con note di cicoria e pepe nero.

 

Prodotto di nicchia l’olio, in queste terre di vino, ma in compenso di qualità media eccellente, con picchi che valgono gli oli equivalenti delle più acclarate tradizioni regionali italiane.

 

 

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