Le donne di Pordenone sono le più emancipate d’Italia. È una questione storica. La città “a destra del Tagliamento” ha un passato fortemente industriale, iniziato con i cotonifici di Rorai Grande, Torre e Borgomeduna, dove la manodopera era (quasi) solo femminile. Un evento raro alla fine dell’Ottocento. Così le ragazze de Pordenon e dintorni, impiegate nella manifattura, furono le prime a liberarsi dalla subordinazione della famiglia patriarcale, grazie al lavoro fuori dalle mura domestiche e al sindacato, sviluppando una nuova coscienza “di genere”. Tanto che, oltre un secolo dopo, sono divenute “soggetto di gender studies” (studi sulla storia delle donne) il cui obiettivo è ricercare e conservare la memoria di quell’esperienza che, grazie anche alle istituzioni, è depositata in un grande archivio e rivive in spettacoli teatrali, letture, video. Un modo per raccontare anche Pordenone, ma da un’angolazione meno nota.
La città, infatti, in genere è ricordata per la moderna produzione industriale di cucine della Zanussi (assorbita dal colosso svedese Electrolux).
Un settore, quello degli elettrodomestici, che è però arrivato nella vita dei pordenonesi solo dopo la seconda guerra mondiale, quando ha soppiantato i cotonifici.

 

La vocazione produttiva e commerciale scorre comunque nelle arterie della città fin dal Medioevo: il suo cuore era Porto Naonis (da qui l’attuale toponimo), antico porto fluviale, che la collegava all’Adriatico trasportando gente e merci. Oggi è stato trasformato in parco acquatico fluviale ed è di grandissimo pregio ambientale.
Perché si può essere industrializzati, ma non indifferenti all’habitat, pare suggerire questo comune di 51 mila abitanti – il principale centro del Friuli occidentale –  che nel 2002 è diventato polo tecnologico (“per promuovere la cultura dell’innovazione nelle imprese del territorio”) e nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento di Comune Riciclone: primo capoluogo di provincia, del nord Italia, virtuoso per la raccolta differenziata dei rifiuti, come ha decretato Legambiente.

 

 

Pordenone ha due anime, quindi.
In realtà molte di più, perché mette insieme la leggenda lieve del mago Aquino Turra (dongiovanni del Seicento) con le rigorose architetture asburgiche (fu sotto quel dominio dal 1278 al 1508, poi passò sotto Venezia); mescola il protomanierismo di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, il cui stile si ritrova nei principali luoghi d’interesse architettonico e pittorico della città, con la contemporaneità della Chiesa parrocchiale del Beato Odorico, progettata dall’architetto Mario Botta nel 1990; accosta i natali dati a Mauro Corona alpinista, scultore e scrittore neoromantico, a quelli dei Prozac+, una delle poche punk rock band nate in Italia (anno 1995).
Pordenone poliedrica, allora.
E se restano dubbi, basta dare un’occhiata al calendario annuale degli appuntamenti culturali: dal Silent Film Festival (festival del cinema muto), a Le Voci dell’inchiesta; da Pordenonelegge, alla Rassegna del fumetto. Una città caleidoscopio, piena di sfaccettature. Caratteristiche che, a ben pensarci, molto ricordano il temperamento delle donne.

 

*Raethia Corsini, nata a Milano, cresciuta in Toscana, vive e lavora a Roma. Come giornalista scrive di viaggi geografici, biografici e sensoriali. Nel 2006 ha pubblicato “Nei miei panni. Autobiografia intima di Mila Schon” con Guido Tommasi Editore e, con la stessa casa editrice, nel 2011 “Spiriti Bollenti. Ritratti terrestri di 21 chef stellari”, vincitore del Premio Selezione Bancarella della cucina 2012. 

 

Suggerimenti: il meglio, secondo me

 

Mercati

*Antiquariato in contrada: da settembre a fine maggio, ogni ultima domenica del mese. Si svolge lungo la via principale della città: Corso Vittorio Emanuele. Per cercatori di “chicche”.

 

*Tra il vecchio e il nuovo: dedicato all’artigianato di ieri e di oggi, il 15 agosto a San Vito al Tagliamento. Incontri ravvicinati con artisti locali.

 

*Mercatino di prodotti biologici di Azzano Decimo. Si svolge la seconda domenica di novembre nel centro storico di Azzano. Una mano (d)alla natura. Info: www.bionatura.org

 

 Cultura e arte

*Le piazze. Pordenone ne ha quindici (di rilievo), ognuna buona per un appuntamento, ognuna con qualche interessante richiamo architettonico. Da cercare e godere.

 

*I corsi. Sono due: Corso Vittorio Emanuele II, esempio mirabile di porticato veneto (gotico-rinascimentale) con affreschi; Corso Garibaldi, sul quale appare un gruppo scultoreo del 1532 con la Madonna col Bambino (attribuito a Donato Casella). Da passeggiare più volte.

 

*I palazzi. Oltre al Palazzo Comunale in stile gotico, è da visitare Palazzo Ricchieri, un tempo casa-torre difensiva (XIII secolo) durante il periodo veneziano divenuta abitazione della famiglia Ricchieri. Oggi è sede del Museo Civico d’Arte. Riservarsi un paio d’ore.

 

*Museo. Nel Castello di Torre della fine del XII secolo, ha sede il Museo Archeologico del Friuli Occidentale che propone un percorso interessante “alle radici” del territorio. Meritevole.

 

*Biblioteca. Nell’ex convento dei domenicani di stile neoclassico “impuro”, dal 2010 ha trovato posto la Biblioteca Civica Multimediale, una piazza del sapere aperta a tutti per lettura, prestito, informazioni bibliografiche, accesso a Internet, riproduzione testi. Un piccolo grande gioiello nel cuore della città. Da passarci del tempo.

 

*Chiese e dintorni. Da vedere il Duomo di S. Marco: in stile romanico-gotico, conserva all’interno la Madonna della Misericordia (la pala d’altare) e il bell’affresco di San Rocco, entrambi di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “il Pordenone”. Interessante la Chiesa parrocchiale dei Santi Ilario e Taziano, nella frazione di Torre, dov’è conservata una Madonna con Bambino e Santi  del 1521, sempre del “Pordenone”, e l’acquasantiera scolpita da Donato Casella nel 1532. Da non mancare la Chiesa parrocchiale del Beato Odorico, costruita su progetto dell’architetto Mario Botta tra il 1990 e 1992. Infine l’ex Convento e Chiesa di San Francesco, risalenti al Quattrocento: l’edificio è stato acquistato dal Comune e adibito a usi artistico-culturali. All’interno si possono ammirare tracce di affreschi quattrocenteschi e un chiostro dipinto. Per cogliere “lo spirito” della città.

 

*Rassegne culturali. Città culturalmente eclettica, offre spunti tutto l’anno, ma gli eventi di maggiore richiamo si svolgono in primavera e autunno.

*Primavera*

- Dedica Festival. Appuntamento letterario internazionale monografico: ogni anno ospita un unico scrittore, al quale vengono “dedicate” due settimane con presentazioni delle sue opere discusse con il pubblico, letture sceniche, mostre, film e concerti. Si svolge normalmente nel mese di marzo. L’edizione 2012 ha ospitato Wole Soyinka. Per prenotare due settimane con un beniamino.

Le voci dell’inchiesta. Nato nel 2007 sul cinema d’inchiesta e documentario, si svolge in genere in aprile. Un appuntamento unico, del genere, a livello nazionale. Per approfondire la cronaca del nostro tempo.

- Pordenone Comics. Fiera del fumetto friulana conosciuta anche come Naoniscon, (che in realtà è una convention dedicata ai giochi di ruolo, di carte e di società a cura del Club InnerCircle). Si tiene annualmente dal 2004, a maggio, nella fiera della città, con mostra-mercato. Per appassionati.

*Autunno*

- Pordenonelegge.it. È uno dei più vivaci festival letterari di rilevanza internazionale. Dal 2000 si svolge a settembre e ospita autori, pensatori, scienziati, giornalisti, di grande livello e notorietà. Per dire: c’ero anch’io.

- Le giornate del cinema muto. Rassegna cinematografica specialistica di rilievo mondiale, conosciuta anche come Pordenone Silent Film Festival.
La ospita ogni ottobre il teatro Verdi.
Un tuffo in mondi paralleli.

- Pordenone Pensa. Con il patrocinio dell’Amministrazione provinciale, nel 2008 ha preso il via questa manifestazione culturale di largo respiro, per coinvolgere il territorio provinciale dall’autunno alla primavera.
Un “vaso” dal quale attingere.

 

Fuori porta

Un tempo, le attuali circoscrizioni comunali Rorai, Cappuccini, Centro, Torre, Sud con i quartieri di Borgomeduna, Villanova, Vallenoncello e San Gregorio, erano borghi fuori città. Dal secondo dopoguerra sono diventati sempre più contigui al tessuto urbano (sono circoscrizioni), ma alcuni hanno mantenuto il fascino del borgo. È il caso di Torre, l’insediamento più antico (d’epoca romana) e di Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone, tutti medioevali e, qua e là, ancora si sente e vede. Diverso è per Borgomeduna, un insediamento agricolo del XIX secolo, che lascia trasparire l’origine contadina. Un giro in questi ex borghi, oramai quartieri, conferisce un sapore diverso alla semplice gita turistica in città. Digressioni intelligenti.

 

Soste golose

*Ristoranti

Al Gallo, da sempre punto di ritrovo dei pordenonesi buongustai amanti della cucina di mare, secondo ricette della tradizione rivisitate. Molto buona la carta dei vini. Per andare sul sicuro.

 

Il Cecchini, a Pasiano di Pordenone: ristorante e bistrot che, con Marco Carraro chef blasonato Michelin, propone una cucina di mare “semplicemente creativa” in un contesto (l’Hotel omonimo) raffinato, ma che non tradisce la tradizione pordenonese. Chic.

 

La Primula a S. Quirino, con cento anni d’esperienza nella ristorazione, è uno dei più antichi della regione. Sorge in quel “territorio stralunato e magico dei Magredi (i prati sassosi), dove la famiglia Canton si è passata il testimone dall’Ottocento ad oggi, ottenendo negli anni Ottanta con Andrea Canton, l’attuale chef, una stella Michelin. La carta dei vini ha etichette “entusiasmanti e a prezzi sorprendentemente onesti”, come rileva la Guida Michelin. Storico.

 

*Trattorie&Osterie

Nel quartiere Rorai Grande, l’Osteria Mingot da due secoli offre una cucina “sincera” in un ambiente tranquillo e confortevole. Punto di riferimento dei pordenonesi. Un ristoro relax.

 

Osteria ristorante alla Frasca da Pier: la cucina friulana delle carni allo spiedo o alla griglia servite su una piastra di pietra rovente. Carta dei vini ricercata. C’è un bel giardino. Sosta semplice e di qualità.

 

Bar Trattoria Puiatti, a Pordenone in via Zara, 56: piatti tipici regionali. Ideale per spuntini.

 

A Meduno, (poco fuori Pordenone) al numero 38 della via Principale c’è Stella, piccola trattoria a intelligente gestione famigliare, che punta sul prodotto tipico. Soprattutto salumi e formaggi. Goloso.

 

Come arrivare

Treno

La stazione ferroviaria di Pordenone si trova
sulla tratta Mestre (VE) – Udine

 

Auto e Moto

autostrada A4 tratta Trieste – Venezia
uscire a Portogruaro
imboccare l’autostrada A28 in direzione Conegliano
uscire a Pordenone centro

 

 

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